Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano

QUALITA' DELLA VITA E STATO DI SALUTE

STRUMENTI DI VALUTAZIONE

La valutazione della QDV:

Stato dell'arte e prospettive future

Per quanto intuitivamente facile da comprendere, il termine qualità della vita (QdV) si presta a diverse possibili definizioni, e anche se ci si focalizza solo in ambito medico e sanitario - dove da qualche tempo vi è un notevole interesse su questo tema - esiste una lunga serie di definizioni, termini e acronimi che creano una certa confusione ai non addetti ai lavori. Le cause di questa situazione sono molte, ma essenzialmente le più importanti sono da ricercare nell'elevato livello di astrazione e complessità dell'attributo "qualitativo" della vita e dal coinvolgimento di discipline diverse negli sforzi di definire e misurare la qualità della vita di cittadini, pazienti, clienti nei vari ambiti della nostra società. Tra le molte definizioni disponibili, quella di Campbell del 1976 ha il pregio di mettere in evidenza il fatto che la QdV è un qualcosa di soggettivo, legato al benessere di un individuo, dove vanno presi in considerazione molti fattori, tra cui uno solo dei tanti ha a che fare con la Salute, un "valore" che invece è il solo oggetto di interesse della medicina. Infatti, per quanto la definizione di salute offerte dalla OMS nel 1948 ci ricorda come la salute sia un qualcosa che va la di là della presenza o assenza di malattia, comunque la medicina nel tentativo di misurare "quantitativamente" gli aspetti "qualitativi" della vita ha coniato il temine di "QdV correlata alla salute", accontentandosi di prendere in considerazione solo quegli aspetti della vita che sono correlati alla salute e quindi pertinenti alla sua missione e modificabili dai suoi interventi.

Ecco quindi il fiorire negli ultimi 20-25 anni di molti strumenti, soprattutto questionari, che hanno il compito di documentare il risultato degli interventi medico-sanitari in termini di salute percepita, nel contesto di valutazioni che implicano l'uso di molte altre misure diverse di outcomes (esiti), di tipo clinico, umanistico ed economico. Tra la pletora dei molti questionari disponibili, alcuni (come SF-36 e SF-12, PGWBI) si mettono in evidenza per la notevole disponibilità di dati sulla loro validità, affidabilità e valore aggiunto. La ricerca clinica utilizza questo tipo di misure in diversi tipi di studi per valutare la efficacia di interventi medico-sanitari (come i farmaci), la qualità delle cure fornite da diversi ospedali (come il tipo e l'appropriatezza di interventi chirurgici), i costi degli interventi applicati (soprattutto quelli di tipo indiretto) e il livello di salute (e i bisogni) della popolazione generale. L'applicazione di questi approcci e strumenti al di fuori di precisi progetti di ricerca sarebbe auspicabile ma è più critica, in quanto suscettibile ad errori, distorsioni e difficoltà interpretative. Allo stesso modo, resta ancora aperto il tema del loro uso a livello di singola decisione clinica, nel contesto della normale pratica clinica.

Il nostro gruppo, attivo dal 1986 all' Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" su questi temi, ha pubblicato i risultati della propria ricerca su ogni tipo di rivista.


ultimo aggiornamento:  
6 aprile 2005